Mi chiamo Omar Flamini, sono nato e vivo in Italia.
Il mio percorso nel mondo della musica è iniziato nel 1989, in piena era analogica. Ho mosso i primi passi da autodidatta, spinto da un amore viscerale per il vinile e per qualsiasi genere musicale capace di trasmettermi emozioni e farmi venire i brividi: una ricerca sonora che porto avanti ancora oggi.
Negli anni ’90, il decennio d’oro della Dance, ascoltavo alla radio i brani che mi facevano sognare e correvo ad acquistarli. I sacrifici erano tanti: investivo ogni piccolo risparmio guadagnato con i miei primi lavori per riuscire a comprare il mio primo, indimenticabile giradischi, il leggendario Technics SL-1210. Con quello, e con una vecchia cuffia Sennheiser, ho iniziato a plasmare il mio suono.
Le discoteche sono state la mia vera scuola.


Passavo le serate a osservare i DJ più affermati, cercando di “rubare il mestiere con gli occhi” con umiltà e determinazione. Con grande pazienza sono arrivati il mixer, il secondo piatto, le casse spia e decine di dischi che studiavo fino a impararli a memoria, registrando le mie prime cassette mixate.
Quando mi sono sentito pronto, ho preparato i miei biglietti da visita e ho iniziato a proporre i miei set ai direttori artistici dei locali della mia zona. Sono così arrivati i primi ingaggi. Guadagnavo poco e investivo tutto in nuovi dischi per rimanere sempre aggiornato, trasportando borse pesantissime, ma mi si era finalmente aperto il mondo che avevo sempre sognato.
Da quei primi passi, la dedizione per questo lavoro è cresciuta sempre di più, dandomi anche l’opportunità di girare il mondo esibendomi sulle navi da crociera.
Oggi, la mia identità artistica è chiara ed esplora principalmente tre mondi: House Music, Tech-House e Deep House.
Biografia
Mi chiamo Omar Flamini, sono nato e vivo in Italia.
Il mio percorso nel mondo della musica è iniziato nel 1989, in piena era analogica. Ho mosso i primi passi da autodidatta, spinto da un amore viscerale per il vinile e per qualsiasi genere musicale capace di trasmettermi emozioni e farmi venire i brividi: una ricerca sonora che porto avanti ancora oggi.
Negli anni ’90, il decennio d’oro della Dance, ascoltavo alla radio i brani che mi facevano sognare e correvo ad acquistarli. I sacrifici erano tanti: investivo ogni piccolo risparmio guadagnato con i miei primi lavori per riuscire a comprare il mio primo, indimenticabile giradischi, il leggendario Technics SL-1210. Con quello, e con una vecchia cuffia Sennheiser, ho iniziato a plasmare il mio suono.
Le discoteche sono state la mia vera scuola.

Passavo le serate a osservare i DJ più affermati, cercando di “rubare il mestiere con gli occhi” con umiltà e determinazione. Con grande pazienza sono arrivati il mixer, il secondo piatto, le casse spia e decine di dischi che studiavo fino a impararli a memoria, registrando le mie prime cassette mixate.
Quando mi sono sentito pronto, ho preparato i miei biglietti da visita e ho iniziato a proporre i miei set ai direttori artistici dei locali della mia zona. Sono così arrivati i primi ingaggi. Guadagnavo poco e investivo tutto in nuovi dischi per rimanere sempre aggiornato, trasportando borse pesantissime, ma mi si era finalmente aperto il mondo che avevo sempre sognato.
Da quei primi passi, la dedizione per questo lavoro è cresciuta sempre di più, dandomi anche l’opportunità di girare il mondo esibendomi sulle navi da crociera.
Oggi, la mia identità artistica è chiara ed esplora principalmente tre mondi: House Music, Tech-House e Deep House.

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